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Alex Honnold Conquista il Taipei 101 in Free Solo: Un'Impresa Storica

Il rinomato arrampicatore Alex Honnold ha stupito il mondo con una scalata in solitaria e senza protezioni del Taipei 101, il celebre grattacielo taiwanese alto 509 metri. Questa straordinaria impresa, supportata dalle autorità locali e trasmessa in diretta globale da Netflix, ha catturato l'attenzione di migliaia di spettatori, trasformando la notte tra sabato e domenica in un evento mediatico senza precedenti per il mondo dell'arrampicata. La performance di Honnold ha dimostrato ancora una volta le sue eccezionali capacità e la sua audacia, consolidando la sua reputazione come uno dei più grandi arrampicatori di tutti i tempi.

Dopo aver già lasciato il segno con ascensioni leggendarie in Patagonia e Yosemite, l'arrampicatore e alpinista californiano Alex Honnold, ora residente a Las Vegas, ha aggiunto un'altra gemma alla sua corona. A differenza di molte altre scalate urbane illegali, la sua ascensione del Taipei 101 ha ricevuto il pieno appoggio delle autorità taiwanesi. La copertura mediatica di Netflix ha permesso a un pubblico vastissimo di seguire ogni fase dell'impresa in tempo reale. Grazie al fuso orario, molti appassionati in Europa hanno potuto assistere all'evento, sebbene per loro fosse tarda notte. Una presentatrice di Netflix ha esclamato che "momenti così accadono una volta ogni generazione", un'affermazione forse un po' esagerata, ma che riflette l'eccezionalità dell'evento.

Il Taipei 101, simbolo iconico della capitale di Taiwan, deteneva il titolo di edificio più alto del mondo nel 2004. Nonostante oggi si posizioni all'undicesimo posto, rimane una struttura imponente. La sua vetta si trova a 448 metri da terra, mentre la guglia raggiunge i 509,20 metri. L'edificio ospita quotidianamente circa 10.000 lavoratori.

La scalata di Alex Honnold era inizialmente prevista per sabato 24, ma è stata posticipata a domenica a causa della pioggia. Alle 2 del mattino, ora italiana (le 9 a Taiwan), Alex è sceso da un furgone bianco, ha abbracciato sua moglie Sanni e ha salutato la folla entusiasta. Dopo essersi calzato le scarpette, ha iniziato l'ascensione delle pareti di cristallo e acciaio del grattacielo.

L'arrampicata è iniziata alle 2.12 ora italiana, con un cronometro che scandiva il tempo sullo schermo di Netflix. Dopo soli 3 minuti e 45 secondi, Honnold ha abbandonato le sbarre d'acciaio per affrontare una grande decorazione floreale. Dopo 16 minuti e 22 secondi, ha raggiunto la cima del primo Ruyi, un drago stilizzato che richiedeva passaggi delicati. Per quasi un'ora, Honnold ha superato le otto 'Bamboo Box', segmenti del Taipei 101 che simulano il bambù. Le terrazze tra i segmenti gli hanno offerto brevi pause. Ad ogni piano, il pubblico, che incitava con cartelli come "Go Alex!", cresceva. Tra la folla, ripresa da una telecamera, c'era anche Sanni, visibilmente felice ma preoccupata per la sicurezza del marito.

Durante la diretta, Netflix ha inserito interviste e filmati di Alex con la sua famiglia, inclusa la sua primogenita June, di quattro anni, e la piccola Alice Summer, che sta per compiere due anni, oltre a scene dei suoi allenamenti. Honnold ha spiegato che "arrampicarsi stringendo le sbarre verticali d'acciaio è semplice le prime volte, ma diventa molto duro farlo centinaia di volte".

All'inizio, Alex era estremamente concentrato, ma si concedeva di salutare il pubblico ogni volta che poteva. Man mano che saliva, si è rilassato, sorridendo a chi lo acclamava dalle finestre del grattacielo. Dopo un'ora e 11 minuti, il re di Yosemite si è concesso una sosta, appeso nel vuoto, scatenando un'ovazione. Poi è arrivata la sezione più impegnativa: oltre l'ottava Bamboo Box, la via verso la cima era bloccata da una serie di strapiombi, inclusa una struttura a forma di coppa sporgente di quattro metri. A quel punto, il pubblico si era ridotto ai cameraman di Netflix, un elicottero e un operatore su una fissa. A metà del grande strapiombo, Honnold ha riposato appoggiandosi con la gamba, provocando un'altra ovazione. Oltre l'ultimo terrazzo, per superare un tratto verticale e liscio di trenta metri, il team aveva installato una scala da speleologo, definita "instabile" e "sdrucciolevole" dai commentatori di Netflix. Sebbene questo aiuto potesse compromettere la definizione di "free solo", sarebbe stato impossibile avanzare senza di esso.

Alle 3.43 del mattino ora italiana (le 10.43 di Taiwan, le 21.43 di New York), il 25 gennaio, un'ora e 31 minuti dopo aver lasciato il marciapiede, Alex ha raggiunto la piccola cupola d'acciaio in cima al Taipei 101. Ha estratto il cellulare per un selfie, si è goduto il vento mattutino e le grida di gioia che salivano dalla strada. Successivamente, è sceso di due metri arrampicando, ha indossato un'imbracatura e ha lanciato una corda preposizionata, calandosi fino all'ultimo terrazzo dove lo attendeva sua moglie. I sorrisi e i pollici alzati della troupe, seguiti da un abbraccio tra Sanni e Alex, hanno preceduto la famosa frase sui "momenti così accadono una volta ogni generazione", chiudendo la trasmissione.

Questa cronaca di un evento eccezionale, sia sportivo che comunicativo, non sarebbe completa senza menzionare il contributo italiano. Alex Honnold, durante la sua ascensione, indossava calzature de La Sportiva, un'azienda trentina sua sponsor di lunga data. La costruzione del Taipei 101, avvenuta oltre vent'anni fa, ha visto la partecipazione cruciale di due aziende venete: Permasteelisa di Conegliano, che ha fornito l'acciaio, e FIB di Padova, che ha realizzato l'ammortizzatore armonico, una sfera di 600 tonnellate posta in cima al grattacielo per garantirne la stabilità durante i terremoti, come quello di magnitudo 7.4 avvenuto due anni fa. Un plauso va anche a loro per il contributo a questa impresa.

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