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Ascensione Straordinaria sul Koz Sar: Una Nuova Via Giapponese Riscrive la Storia Alpinistica del Karakorum
Una notevole impresa alpinistica ha visto tre alpinisti giapponesi, Takaaki Nagato, Ryo Masumoto e Hiroki Yamamoto, completare una nuova ascensione sulla parete sud del Koz Sar, una vetta di 6.677 metri situata nel remoto Karakorum occidentale. Questa spedizione, che ha richiesto quattordici giorni di scalata, ha aperto una nuova via su una montagna raramente frequentata, dimostrando l'impegno e la tecnica del team giapponese.
Il successo di questa spedizione non è frutto del caso. La "Giri Giri Boys Koz Sar Expedition 2026" era stata attentamente selezionata e supportata dalla Japan Mountaineering and Sport Climbing Association (JMSCA). Dopo una meticolosa preparazione, il trio ha iniziato la salita il 16 agosto e, dopo due settimane di sforzi continui, ha raggiunto la vetta il 29 agosto. Il rientro, altrettanto impegnativo, è stato completato il 31 agosto, segnando la conclusione di un'avventura epica.
L'Impresa sulla Parete Sud: Strategia e Dettagli della Salita
La spedizione giapponese ha affrontato la sfida della parete sud del Koz Sar con una strategia ben definita. Il team ha adottato uno stile di scalata a capsula, avanzando metodicamente e stabilendo sei bivacchi sospesi, noti come portaledge, lungo i 1.400 metri di parete. Questo approccio ha permesso agli alpinisti di progredire gradualmente, spostando uomini e materiali in un ambiente estremamente ostile.
Partita il 16 agosto, l'ascesa ha richiesto una progressione costante attraverso un terreno variegato, caratterizzato da tratti rocciosi, sezioni miste di neve e ghiaccio. Ogni giorno ha rappresentato una sfida, ma la determinazione del trio ha permesso loro di superare le difficoltà e di raggiungere la cima del Koz Sar il 29 agosto, dopo quattordici giorni di intensa attività. Il ritorno è stato altrettanto arduo, con due giorni impiegati per la discesa prima di concludere l'operazione il 31 agosto. Hiroki Yamamoto ha evidenziato il carattere distintivo di questa salita, sottolineando come l'obiettivo non fosse una delle vette più famose del Karakorum, ma piuttosto una montagna isolata che offriva l'opportunità di tracciare una via completamente nuova su una imponente parete.
Il Koz Sar: Una Vetta Remota con una Storia Alpinistica Rilevante
Il Koz Sar, con i suoi 6.677 metri di altitudine, si erge nel settore occidentale del Karakorum pakistano, nel Batura Muztagh. Questa regione, vicina alla valle del Karambar e al confine afghano, è rimasta a lungo isolata dalle principali rotte alpinistiche, anche a causa di restrizioni militari che ne hanno limitato l'accesso per decenni, contribuendo a preservarne il carattere selvaggio e inesplorato.
La storia alpinistica di questa montagna è relativamente breve. Un tentativo anglo-irlandese negli anni Novanta non riuscì a raggiungere la vetta. La prima ascensione documentata risale al 17 agosto 1999, compiuta da una spedizione giapponese del Sendai Ichiko Alpine Club, guidata da Ichiro Yamagata. Quella squadra impiegò quattro campi e un vasto sistema di corde fisse, posando circa 1.400 metri di corde tra i 5.200 e i 6.200 metri, come riportato dall'American Alpine Journal. Takashi Ota e Katsuyuki Kuriyagawa furono i primi a raggiungere la cima, seguendo una cresta sul versante meridionale. Per Nagato e Masumoto, il Koz Sar non era una novità; avevano già esplorato la valle del Karambar nel 2024, con l'obiettivo di scalare le grandi pareti della zona utilizzando le portaledge. La spedizione del 2026 ha rappresentato un ritorno mirato, con Yamamoto che si è unito alla cordata, apportando la sua vasta esperienza, inclusa la prima ascensione del Pholesobi Peak in Nepal nel 2024. Questo successo sul Koz Sar, su una parete inesplorata, ha rafforzato la reputazione del team nel mondo dell'alpinismo himalayano.
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