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Calabria: Un Approccio Innovativo per la Coesistenza tra Lupo e Zootecnia con l'Introduzione di Cani da Guardiania

Il rapporto tra l'uomo e il lupo in Italia è in continua evoluzione, specialmente dopo la notevole ripresa della popolazione di lupi a partire dagli anni Settanta del secolo scorso. Questa espansione ha portato a un inevitabile aumento degli incontri tra il carnivoro e le attività umane, suscitando spesso allarmismi. Tuttavia, la chiave per una coesistenza pacifica non risiede nell'eliminazione del lupo, ma nell'adozione di strategie di prevenzione efficaci. In questo contesto, la Calabria si distingue con un progetto innovativo volto a proteggere il bestiame e sostenere la zootecnia montana, promuovendo al contempo la conservazione del lupo e la biodiversità. L'iniziativa si concentra sull'impiego di cani da guardiania, una soluzione tradizionale e sostenibile che si è dimostrata efficace nel mitigare i conflitti e costruire un equilibrio duraturo tra natura e attività umane.

Dettagli del Progetto "Le Sentinelle di Wolfnet" in Calabria

Nel cuore della Calabria, un'iniziativa pionieristica sta prendendo forma per affrontare la complessa interazione tra la crescente popolazione di lupi e le attività zootecniche locali. Il progetto, denominato "Le Sentinelle di Wolfnet – Osservare, Proteggere, Convivere. Il futuro del lupo in Calabria", è un'ambiziosa collaborazione finanziata dalla Regione Calabria e coordinata da Legambiente, con il prezioso supporto tecnico dell'ENCI, del Circolo del Pastore Abruzzese Maremmano (CPAM) e dell'associazione GreenWood.

L'epicentro dell'azione si trova in aree strategiche come Monte Caloria, Foresta di Cinquemiglia, Serra Nicolino-Piano d'Albero e Monte Cocuzzo, lungo la suggestiva Catena Costiera calabra. Qui, il fulcro operativo del progetto consiste nell'affidamento di quattordici cuccioli di Pastore Maremmano Abruzzese, organizzati in sette coppie, a selezionate aziende zootecniche. La scelta delle aziende avviene attraverso un'accurata analisi del rischio, garantendo che i cani siano inseriti nei contesti più appropriati dove la loro presenza può fare la differenza.

Oltre alla fornitura dei cani, il progetto prevede un programma di formazione intensivo di oltre 180 ore, certificato ENCI Sezione 2, destinato agli allevatori. Questo percorso formativo mira a qualificare gli allevatori come addestratori dei propri cani da bestiame, fornendo loro le competenze necessarie per gestire al meglio questi preziosi alleati. Per assicurare un'integrazione ottimale e l'efficacia dei cuccioli nel loro ruolo di guardiani, la strategia include anche verifiche e assistenza veterinaria diretta in azienda, oltre alla stipula di un protocollo d'intesa con l'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) per un monitoraggio sanitario costante.

Il progetto non si limita agli allevatori, ma si estende all'intera comunità locale, promuovendo una cultura di convivenza e rispetto. Come sottolineato da Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette di Legambiente, la coesistenza con il lupo è un impegno quotidiano che richiede la collaborazione di tutti: allevatori, amministratori, cacciatori, turisti ed escursionisti. È fondamentale contrastare pratiche illegali come l'uso di bocconi avvelenati e trappole, che danneggiano gravemente la biodiversità. La gestione dei cani vaganti e dei rifiuti abbandonati è altrettanto cruciale per ridurre i rischi sanitari e prevenire l'ibridazione cane-lupo, preservando l'integrità genetica della fauna selvatica. L'obiettivo finale è dimostrare che il lupo non è un problema da subire, ma una presenza vitale da gestire con intelligenza, equilibrio e profondo rispetto per il territorio.

Questo progetto calabrese si ispira e riprende l'eredità del celebre LIFE Wolfnet, un'esperienza scientifica fondamentale che ha visto il Parco Nazionale della Maiella capofila di una vasta rete di aree protette appenniniche. L'obiettivo è applicare un modello collaudato per superare la frammentazione amministrativa, introducendo linee guida unificate per l'accertamento dei danni, protocolli standardizzati per gli indennizzi e l'uso integrato di cani da guardiania e recinzioni elettrificate. Proteggere il lupo significa preservare un indicatore chiave degli ecosistemi montani, mentre sostenere gli allevatori con competenze, assistenza e strumenti adeguati crea le condizioni per una convivenza armoniosa e duratura tra l'uomo e la natura.

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