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Escursione sulle Alpi Apuane: Ambientalisti e Cave si Confrontano sul Futuro del Territorio

In un contesto di crescente tensione tra esigenze economiche e tutela ambientale, circa duecento partecipanti hanno sfidato il maltempo autunnale per prendere parte a una significativa escursione sul Monte Altissimo, nel cuore delle Alpi Apuane. L'evento, organizzato da numerose associazioni, tra cui il CAI Toscana, mirava a mettere in luce le complesse dinamiche che regolano il rapporto tra l'industria estrattiva del marmo e la conservazione del paesaggio montano. Questa iniziativa si è svolta nonostante le precedenti diffide ricevute dalle aziende del settore, le quali avevano tentato di limitare l'accesso a determinate aree, evidenziando ulteriormente la polarizzazione delle opinioni sul futuro di questo prezioso territorio.

La camminata consapevole, denominata “Alpi Apuane: estasi e tormento – Atto II”, ha avuto luogo il 25 ottobre, rivelandosi un successo in termini di partecipazione e un momento di profonda riflessione sulla coesistenza tra la secolare attività di estrazione del marmo e la preservazione di un ambiente di straordinario valore naturalistico. Le aree interessate dall'escursione includevano il Canale delle Gobbie, noto per la sua bellezza e per la presenza di numerose cave. Il percorso ha offerto ai partecipanti l'opportunità di osservare da vicino l'impatto delle estrazioni e di discutere le criticità legate alla presenza delle cave all'interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane.

Nei giorni che hanno preceduto l'evento, gli organizzatori, tra cui le sezioni CAI di Carrara, Massa e Pietrasanta, avevano ricevuto formali diffide da quattro importanti imprese estrattive: Henraux Spa, R.G. Marmi, Cava Campo dell’Orzo Srl e Costa Medicea Sas. Queste comunicazioni riguardavano diverse zone di estrazione, tra cui il Monte Altissimo Est, Retroaltissimo, Monte Pelato, Valle di Arni e il già citato Canale delle Gobbie, chiedendo che non venissero invase proprietà private o siti di cava attivi. Le associazioni promotrici hanno ribadito la natura pacifica e puramente escursionistica e divulgativa dell'appuntamento, sottolineando la volontà di promuovere la conoscenza e la tutela del patrimonio naturale senza intenti provocatori. Nonostante le iniziali tensioni, la manifestazione si è svolta in un clima di massima tranquillità e rispetto delle regole.

L'obiettivo primario di questa iniziativa era far conoscere al pubblico uno dei territori più dibattuti delle Alpi Apuane, dove la ricchezza del marmo si scontra con la fragilità di ecosistemi unici. Durante le soste lungo il percorso, sono stati organizzati momenti di approfondimento sugli effetti dell'attività estrattiva, con particolare attenzione non solo al paesaggio visibile, ma anche a elementi delicati come grotte, cavità sotterranee e sorgenti d'acqua, fondamentali per il sistema carsico apuano. Il CAI Toscana ha enfatizzato l'importanza di “comprendere e testimoniare l'invasività delle cave”, al fine di rilanciare l'urgente necessità di proteggere le montagne e il loro inestimabile patrimonio naturale.

Un punto cruciale del dibattito emerso durante la camminata ha riguardato il futuro delle nuove escavazioni e il delicato equilibrio tra la pianificazione estrattiva e la salvaguardia ambientale. Gli organizzatori hanno espresso forte preoccupazione riguardo alla possibilità di autorizzare nuovi fronti di scavo o di riattivare aree estrattive inattive da tempo, sostenendo che tali decisioni potrebbero compromettere irreversibilmente porzioni di territorio che hanno già iniziato processi di rinaturalizzazione. La questione è di particolare rilevanza dato che gran parte delle attività estrattive si svolge all'interno o in prossimità del Parco delle Alpi Apuane, un'area caratterizzata da una straordinaria biodiversità e da importanti formazioni carsiche. Il CAI Toscana ha chiarito che la sua posizione non è una richiesta di chiusura indiscriminata di tutte le cave, ma piuttosto un appello per una maggiore tutela ambientale e un rigoroso rispetto delle normative che regolano l'attività estrattiva.

Al termine dell'evento, Benedetta Barsi, presidente del CAI Toscana, ha lanciato un appello alla collaborazione tra tutte le associazioni e le realtà impegnate sul territorio. Ha espresso l'auspicio che, in futuro, “tutte le varie associazioni, con le loro differenti strutture e sensibilità, dialoghino al fine di convergere in un’azione incisiva soprattutto verso le istituzioni regionali per la redazione di un piano efficace per la tutela delle Alpi Apuane”. Questa giornata, il secondo atto del progetto “Alpi Apuane: estasi e tormento”, la cui prima parte è stata una mostra a Palazzo Rossetti di Seravezza, ha ribadito l'importanza di trovare un equilibrio sostenibile tra sviluppo economico, occupazione e conservazione di uno degli ambienti montani più singolari d'Italia, lasciando aperta la questione fondamentale su come coniugare al meglio questi diversi interessi.

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