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Fay Manners e Melanie Grünwald Aprono una Nuova e Impegnativa Via di Misto sulla Tête aux Chamois

Fay Manners, con la collaborazione di Melanie Grünwald, ha recentemente inaugurato una nuova e impegnativa via di arrampicata mista denominata “Elles Aussi” sulla Tête aux Chamois, una vetta che si erge maestosa sopra la stazione sciistica di Les Diablerets in Svizzera. Questa impresa segna non solo un nuovo traguardo nell'alpinismo femminile, ma anche il ritorno di Grünwald all'attività dopo una lunga pausa forzata.

Dettagli della Nuova Impresa Alpinistica sulla Tête aux Chamois

Nei giorni scorsi, nel cuore delle Alpi Svizzere, l'intraprendente alpinista Fay Manners, affiancata da Melanie Grünwald, ha lasciato il segno sulla Tête aux Chamois, una vetta situata strategicamente sopra la rinomata località sciistica di Les Diablerets. Le due hanno completato con successo la prima salita di una difficile via di arrampicata mista, a cui hanno dato il suggestivo nome di “Elles Aussi”, classificandola con un grado di difficoltà di M7+ A0.

L'idea di esplorare e creare nuove linee in questa specifica area è nata da Manners, che ha dedicato diversi inverni all'identificazione di potenziali percorsi di misto e dry-tooling. La sua ispirazione è scaturita dalla lettura del volume “Topo Dry Tooling et Mixte” di Simon Châtelan, un esperto locale che ha aperto oltre duecento vie nella regione. Dopo aver esplorato alcune delle vie già esistenti di Châtelan, Manners ha stabilito un contatto con lui per ottenere il suo benestare all'apertura di un nuovo percorso sulla Tête aux Chamois.

La montagna è facilmente accessibile attraverso il Tunnel Nero, un passaggio che conduce anche alla celebre discesa del Black Wall. Tuttavia, l'avvicinamento alla parete si è rivelato tutt'altro che semplice a causa della presenza di neve fresca e della conformazione friabile della roccia, condizioni che hanno richiesto un'attenzione e una prudenza estreme. La sfida principale per Manners è stata la ricerca di un compagno di cordata non solo abile nell'arrampicata, ma anche competente nello sci in condizioni di carico elevato, data la necessità di trasportare equipaggiamento pesante come trapani, spit e altri attrezzi essenziali per l'apertura di una nuova via. La scelta è caduta su Melanie Grünwald, che, dopo cinque anni di assenza dalle grandi pareti a causa di un infortunio, ha dimostrato un notevole recupero, con recenti salite solitarie nelle Alpi Occidentali e sull'Ama Dablam, nonostante la sua inesperienza nel dry-tooling.

La fase iniziale dell'arrampicata ha visto la squadra installare il primo ancoraggio su roccia stabile, subito seguito da un tratto di scalata di grande impegno tecnico. Il primo tiro si è sviluppato lungo un diedro asciutto, richiedendo movimenti precisi e delicati con l'ausilio di piccozze e ramponi. Sopra questo tratto, due grandi tetti rocciosi hanno caratterizzato il prosieguo della via. Il primo è stato aggirato con un traverso astuto, mentre il secondo ha imposto un'arrampicata diretta su terreno ripido e sostenuto. Manners ha guidato la progressione, cercando di arrampicare in libera il più possibile, ma ha dovuto ricorrere a un breve tratto in artificiale per posizionare in sicurezza protezioni e spit, dopo una significativa caduta.

I tiri superiori si sono distinti per la qualità della roccia compatta, intervallata da fessure ricolme di neve e sezioni di erba ghiacciata. Nell'ultimo tratto, le alpiniste hanno individuato e riutilizzato spit già presenti, prima che Manners ne aggiungesse di nuovi per completare l'uscita della via verso destra. Successive verifiche hanno rivelato che gli spit preesistenti facevano parte della via “Ma Révérence”, aperta nel 2003 da Lador Bertrand. Contattato, Bertrand si è congratulato con il team per la salita invernale, approvando l'uso degli spit già installati nei punti di intersezione delle vie, evitando così un inutile sovrapposizione di ancoraggi. Nonostante la via non sia stata ancora interamente salita in libera a causa del tratto in artificiale, Fay Manners e Melanie Grünwald, in quanto membri del team The North Face, nutrono la speranza che futuri alpinisti possano completare la salita in libera, magari suggerendo un aggiornamento della classificazione complessiva di “Elles Aussi”.

L'apertura di “Elles Aussi” è un'ulteriore testimonianza della tenacia e della visione delle alpiniste, che continuano a spingere i confini dell'arrampicata su misto. Il loro impegno e la loro capacità di affrontare condizioni estreme, uniti alla profonda conoscenza del territorio, rappresentano un esempio stimolante per l'intera comunità alpinistica. Questa nuova via non solo arricchisce il panorama delle scalate invernali, ma offre anche una nuova sfida per coloro che desiderano mettere alla prova le proprie abilità su pareti di elevata difficoltà.

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