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L'epica conquista del Pilastro Est del Fitz Roy da parte dei Ragni di Lecco nel 1976

Questa narrazione ripercorre l'impresa storica compiuta dal gruppo dei Ragni di Lecco nel 1976, quando superarono le formidabili sfide del Pilastro Est del Fitz Roy. Si approfondiscono le origini geologiche della montagna, i tentativi di ascensione precedenti, la pianificazione meticolosa della spedizione lecchese e le avversità incontrate e superate dai protagonisti. L'articolo celebra la tenacia e la maestria alpinistica che hanno portato a una delle più significative realizzazioni nell'alpinismo di tutti i tempi, documentando come questa conquista abbia lasciato un'impronta duratura nella storia delle esplorazioni montane e continui a essere fonte di ispirazione per le generazioni future.

Ragni di Lecco: L'Ascensione Leggendaria del Fitz Roy che ha Ridefinito i Limiti dell'Alpinismo

Il Fascino Millenario del Fitz Roy e le Sue Sfide Iniziali

La storia del Cerro Fitz Roy, una vetta maestosa di 3405 metri, affonda le sue radici nella formazione geologica delle Ande, iniziata circa 200 milioni di anni fa. Questa montagna, soprannominata dai nativi Tehuelche "Chaltèn" o "montagna che fuma", ha visto la sua prima ascensione nel febbraio del 1952 da parte di Guido Magnone e Lionel Terray, i quali scelsero la via più diretta e meno ardua. Nonostante ciò, il Fitz Roy, con la sua imponente parete Est, descritta da Giampiero Motti come "la più bella parete rocciosa del globo", ha sempre rappresentato un richiamo irresistibile per gli scalatori più audaci.

I Precursori: I Tentativi Infruttuosi Sulla Parete Est

Il grande diedro verticale che caratterizza la parete Est del Fitz Roy ha visto numerosi tentativi di conquista. Già nel 1968, una spedizione francese si cimentò con questa sfida, riuscendo a coprire 500 dei 1200 metri totali prima di arrendersi. Nel 1972, una forte squadra di Rovereto, sotto la guida del rinomato alpinista Armando Aste, non riuscì a raggiungere la vetta, e lo stesso destino toccò a una spedizione monzese l'anno successivo. Nel 1974, una cordata svizzera, pur superando ostacoli significativi, fu costretta a una ritirata forzata a soli 200 metri dalla cima a causa delle avverse condizioni meteorologiche, lasciando dietro di sé attrezzature preziose.

La Spedizione Vincente dei Ragni di Lecco e il Trionfo

Per celebrare il trentennale della loro fondazione, il Gruppo Ragni di Lecco decise di intraprendere un'ambiziosa spedizione. Casimiro Ferrari, noto come il "Re della Patagonia", vide in questa occasione la possibilità di realizzare un sogno a lungo accarezzato. All'inizio del 1976, appreso che gli svizzeri non sarebbero tornati sulla parete, Ferrari riunì una squadra eccezionale, inclusi Giovanni Arrigoni, il dottor Franco Baravalle, Guerrino Cariboni, Floriano Castelnuovo, Gianluigi Lanfranchi, Giacomo Pattarini, Gianni Stefanon, Amabile Valsecchi e Vittorio Meles, suo cugino, la cui partecipazione inizialmente sollevò alcune perplessità. Nonostante un primo tentativo fallito a causa del maltempo, la tenacia del gruppo prevalse. Ferrari, fiducioso, annotò nel suo diario la convinzione di poter riuscire, forte anche della sua precedente conquista del Cerro Torre nel 1974. Le condizioni del Fitz Roy, sebbene tecnicamente complesse, presentavano meno incognite rispetto al Cerro Torre, grazie all'eccellente qualità della roccia.

L'Ascesa Decisiva e il Superamento delle Avversità

Il 18 febbraio, Ferrari e Meles intrapresero l'assalto finale, supportati da una seconda cordata. Durante l'ascesa, la perdita di un sacco contenente viveri e un fornelletto li costrinse a un bivacco improvvisato e difficile. Utilizzando le corde lasciate dai precedenti tentativi, la cordata di testa raggiunse il punto più alto precedentemente raggiunto, trovando provviste e attrezzature abbandonate dagli svizzeri. Con la cordata di supporto ritiratasi, la responsabilità di completare la missione ricadde interamente su Ferrari e Meles. Al quinto giorno sulla parete, a soli cento metri dalla vetta, Casimiro subì una caduta di dieci metri, riportando ferite e perdendo tre denti. Nonostante l'incidente, la determinazione non venne meno: dopo un'essenziale medicazione e un altro bivacco, i due alpinisti raggiunsero finalmente la vetta.

Il Vertice della Conquista: Un Momento Indelebile nell'Alpinismo

Alle 9:45 del 23 febbraio 1976, Casimiro Ferrari e Vittorio Meles posero piede sulla vetta del Fitz Roy, completando quella che allora era considerata la via più impegnativa e spettacolare della montagna. Questa straordinaria impresa fu documentata da Ferrari stesso attraverso un film di 37 minuti, premiato al Trento Film Festival dello stesso anno, che catturò la grandezza e la difficoltà della loro ascesa. La vittoria dei Ragni di Lecco sul Pilastro Est del Fitz Roy non solo celebrò il loro trentennale in modo epico, ma stabilì anche un nuovo standard nell'alpinismo mondiale, lasciando un segno indelebile nella storia delle grandi salite.

L'Eredità Duratura dell'Impresa dei Ragni di Lecco

La leggenda del Pilastro Est del Fitz Roy continua a vivere attraverso nuove generazioni di alpinisti. Dal 2014, numerose spedizioni internazionali, tra cui quella guidata da Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Sylvan Shupbach, si sono dedicate a percorrere questa storica via, impegnandosi anche nella rimozione del materiale lasciato dalle spedizioni precedenti. Nel 2016, David Bacci e Matteo Della Bordella, anch'essi Ragni, hanno scalato la via Ferrari in soli tre giorni, riuscendo a liberare la maggior parte dei tiri, ad eccezione di alcuni tratti ghiacciati e bagnati in quota. Giampiero Motti ha giustamente sottolineato che questa ascensione rimane "una delle maggiori realizzazioni alpinistiche di ogni tempo", testimoniando la sua importanza e il suo impatto duraturo nel mondo dell'alpinismo.

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