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Valbusa: 'I giovani devono dimostrare il loro valore, Pellegrino alla sua ultima stagione. Abbiamo più consapevolezza'
L'olimpionico Fulvio Valbusa, figura di spicco nel mondo dello sci di fondo e commentatore per Eurosport, ha offerto un'analisi approfondita in vista della stagione 2025/2026. La sua prospettiva │ particolarmente significativa in quanto coincide con l'avvicinarsi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, un evento che evoca forti emozioni per l'ex atleta, medaglia d'oro nella staffetta di Torino 2006. Valbusa ha espresso fiducia nella squadra maschile italiana, evidenziando una crescente maturit¢ e consapevolezza tra i giovani atleti. Il campione ha sottolineato l'importanza cruciale di questa stagione, specialmente considerando che sar¢ l'ultima per Federico Pellegrino, un pilastro dello sci di fondo italiano.
Valbusa, autore anche del libro 'Randagio' trasformato di recente in monologo teatrale, si │ mostrato ottimista riguardo le possibilit¢ dell'Italia in questa nuova stagione. Ha dichiarato: "Credo che abbiamo delle belle carte da giocarci, a differenza delle altre stagioni, penso che possa venire fuori qualcosa di buono, perch← in pochissimo tempo questi ragazzi sono maturati. In loro vedo maggiore consapevolezza, sanno che essendo l'ultimo anno di Pellegrino devono dare un segnale forte, perch← spetta a loro prendere in mano la situazione nelle prossime stagioni." Questa dichiarazione evidenzia una chiara aspettativa di transizione e leadership all'interno della squadra.
Per quanto riguarda la tappa di Ruka, spesso insidiosa per gli atleti italiani, Valbusa ha osservato che le buone prestazioni a Muonio hanno lanciato segnali promettenti. Ha riconosciuto le difficolt¢ iniziali nelle gare del nord ma ha espresso soddisfazione per l'ampio numero di convocati, interpretandolo come una scelta strategica in vista delle Olimpiadi, dove il contingente sar¢ pi ristretto. La discussione si │ poi spostata sulla complessa situazione dei contingenti olimpici, con un numero limitato di atleti per genere, una regola che, a suo parere, penalizza diverse nazionali e rende difficile la gestione delle scelte tecniche. "Non │ certo una banalit¢," ha commentato Valbusa, "perch← noi potevamo portare tranquillamente anche contingenti di oltre diciassette o diciotto atleti tra uomini e donne. Avere sei o sette atleti per genere │ davvero dura. Bisogner¢ fare delle scelte difficili. Quale gara sacrifichi? Non sar¢ facile per la direzione agonistica trovare il giusto bilanciamento e portare atleti che sono polivalenti, in grado di fare pi di una gara."
Il ritiro di Federico Pellegrino al termine della stagione olimpica │ un tema centrale nell'intervista. Valbusa ha fiducia nella preparazione di Pellegrino per l'evento, anticipando che l'atleta sapr¢ farsi trovare in forma al momento giusto. Ha descritto Pellegrino come "la nostra certezza" e ha espresso la difficolt¢ di accettarne il ritiro, scherzando sul fatto che gli chieder¢ se │ davvero sicuro di non voler continuare. Tuttavia, ha compreso le sue motivazioni e ha ribadito che il suo addio dovr¢ responsabilizzare i giovani, come Barp, Graz e Carollo, insieme ad atleti pi esperti come Romano Ventura o Dapr¢, affinch← prendano in mano le redini della squadra. Ha paragonato questa situazione alla sua esperienza personale, quando, dopo il ritiro di Maurilio De Zolt, Albarello e Vanzetta, fu costretto a farsi carico della squadra, sottolineando l'importanza del salto mentale necessario per raggiungere l'alto livello.
Per quanto concerne le aspettative di medaglia, Valbusa vede buone opportunit¢ per la squadra maschile nelle gare a squadre, in particolare nella team sprint e nella staffetta, dove il formato da 7,5 km per frazione potrebbe favorire l'Italia. Ha enfatizzato l'importanza di schierare Pellegrino nell'ultima frazione per massimizzare le chance di vittoria. Ha anche espresso frustrazione per l'assenza di staffette nel calendario di Coppa del Mondo, considerandola una lacuna che impedisce ai tecnici di testare le formazioni in vista degli appuntamenti cruciali. Riguardo le donne azzurre, Valbusa si augura che l'opportunit¢ olimpica porti a una maggiore responsabilit¢, riconoscendo che, sebbene sia difficile parlare di medaglie, l'evento rappresenter¢ un'importante tappa di crescita per la squadra in ricostruzione. Ha menzionato atlete come Ganz e Comarella, che dovranno sostenere il peso delle giovani promesse, tra cui Monsorno, Cassol e Gismondi, quest'ultima descritta come una "scheggia impazzita" con il potenziale per risultati inaspettati.
Sul fronte dei favoriti per la Coppa del Mondo, Valbusa ha affrontato la questione della supremazia di Kl₩bo, riconoscendo la sua ambizione di vincere tutto alle Olimpiadi, pur con la dovuta diplomazia. Ha identificato nei connazionali di Kl₩bo, come Amundsen e Krger, i principali contendenti nelle distance, mentre Anger potrebbe insidiarlo nelle sprint. Ha ribadito che Kl₩bo │ quasi imbattibile in volata, a meno di condizioni particolari. Tra le donne, l'incertezza regna, ma la Svezia si presenta come una forza dominante con atlete vincenti in ogni formato, da Andersson a Karlsson nelle distance e Sundling nelle sprint. Skistad della Norvegia │ vista come una minaccia nelle sprint in classico, mentre Jessie Diggins, alla sua ultima stagione, cercher¢ di chiudere in bellezza, sebbene la sua attenzione possa essere divisa tra Olimpiadi e Coppa del Mondo. Valbusa ha poi riflettuto su chi potr¢ sostituire figure carismatiche come Pellegrino e Diggins, suggerendo giovani talenti come Schumacher e Schoonmaker dagli Stati Uniti, e Poromaa dalla Svezia. Tuttavia, ha posto particolare speranza nei talenti italiani come Barp e Graz, che, a suo dire, possiedono le qualit¢ fisiche e mentali per imporsi a livello internazionale, con Elia Barp indicato come un futuro potenziale podista nella classifica generale di Coppa del Mondo. Ha infine notato che un eventuale ritorno degli atleti russi porterebbe nuovi e competitivi avversari nel panorama dello sci di fondo.
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