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Il Valore del Lavoro della Guida Ambientale Escursionistica: Oltre il Sentiero

Riccardo Nifosì, professionista e membro dell'AIGAE, porta con sé un'esperienza significativa nel campo della comunicazione e della promozione di eventi culturali. Negli ultimi quattro anni, ha dedicato il suo impegno all'accompagnamento di persone sui sentieri, sia in Italia che all'estero. Attraverso i suoi canali social, dove è conosciuto come "Rock In Nature", condivide regolarmente contenuti che mirano a promuovere un approccio consapevole e rispettoso all'ambiente naturale.

Di recente, Riccardo ha pubblicato un video intitolato "La montagna non è l'ufficio di nessuno", accompagnato da una riflessione che ha suscitato un ampio dibattito. La sua provocazione ha messo in evidenza una percezione distorta del ruolo della Guida Ambientale Escursionistica, un problema che si manifesta sia online che sul campo. Questo stereotipo persistente, "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai un solo giorno nella tua vita", spesso non considera la fatica fisica e mentale che la professione di GAE comporta. Riccardo spiega che, sebbene la natura fosse già parte dei suoi piani, la pandemia di Covid-19 e la chiusura del settore dello spettacolo lo hanno spinto a intraprendere questa nuova strada. Ha scoperto che la professione di GAE è molto più complessa di quanto sembri sui social media, dove spesso si dà per scontato che basti condividere belle immagini per attirare clienti. Tuttavia, la realtà è che le GAE offrono un "prodotto" che rientra nel contesto ricreativo e, se non è percepito come interessante, unico e di valore, non viene acquistato.

La formazione professionale è un aspetto cruciale per i professionisti del settore. Anche se non è obbligatorio seguire un corso di formazione per diventare Guida Ambientale Escursionistica, Riccardo ha scelto di farlo per acquisire una maggiore consapevolezza sugli aspetti normativi e per entrare in una rete di colleghi esperti. Questo gli ha permesso di comprendere meglio il ruolo e le sfaccettature della professione. Tuttavia, ha notato che i pregiudizi riguardano principalmente le escursioni di un giorno, mentre i viaggi organizzati e i progetti scolastici vedono un maggiore riconoscimento del valore culturale e logistico della GAE. Per le uscite domenicali, invece, si tende a ignorare il "lavoro invisibile" che sta dietro, come la pianificazione, i sopralluoghi, le spese di carburante, l'IVA e le assicurazioni professionali. A ciò si aggiunge il rischio legato alle condizioni meteorologiche, che può portare a cancellazioni improvvise e perdite economiche significative per le guide. Questo problema, che può essere definito un "male dei tempi moderni", è legato anche alla nascita di community online che, senza la dovuta preparazione e le assicurazioni necessarie, organizzano uscite con rimborsi spese non dichiarati, configurando un abuso della professione. Queste attività non solo generano danni economici per chi rispetta le normative, ma mettono anche a rischio la sicurezza dei partecipanti e la tutela dell'ambiente, poiché i "capogita" improvvisati non sono in grado di gestire le emergenze e la loro inesperienza può portare a inasprire i regolamenti o a chiudere i sentieri.

L'esperienza deludente con una guida non dovrebbe precludere la possibilità di affidarsi a professionisti competenti. La montagna è un bene comune, accessibile a tutti, ma l'accompagnamento professionale richiede un riconoscimento adeguato. La scelta di avvalersi di una Guida Ambientale Escursionistica professionista offre un valore aggiunto che va oltre la semplice escursione. Le guide non si limitano a indicare la strada; sono in grado di arricchire l'esperienza narrando storie, approfondendo aspetti storici, antropologici ed ecologici del territorio. Il loro lavoro, le loro competenze e la loro responsabilità meritano il massimo rispetto e una giusta retribuzione, garantendo così un'esperienza sicura, formativa e profondamente significativa per tutti coloro che desiderano esplorare la natura con consapevolezza.

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