accueilA Piedi
L'Epica Traversata delle Alpi: 2.400 km in Bici e 23 Vie Scalate da D'Addario e Ratti
Un'Odissea Alpina: Due Uomini, Una Missione, Nessun Motore
Un Viaggio Etico e la Riscoperta della Libertà in Montagna
L'idea alla base di questa traversata è stata quella di riconnettersi con la libertà pura che le Alpi offrono, ispirandosi alla filosofia di Patrick Berhault. D'Addario e Ratti non solo hanno voluto cimentarsi in un'impresa sportiva di altissimo livello, ma anche documentare le trasformazioni del paesaggio alpino, mutato significativamente negli ultimi vent'anni. L'unica regola ferrea era l'assenza totale di mezzi motorizzati, un impegno che ha reso ogni chilometro e ogni metro di dislivello un'autentica conquista.
La Partenza Dalla Slovenia e le Prime Sfide Verticali
L'avventura ha preso il via il 24 agosto, con l'ascensione della maestosa parete Nord del Triglav, montagna simbolo delle Alpi Giulie in Slovenia. Questa salita, che ha combinato la storica via Helba con l'uscita in vetta lungo la Skalaska, ha rappresentato un impegnativo preludio al lungo viaggio. Successivamente, i due si sono diretti verso le Dolomiti, affrontando la parete Sud-Ovest del Piccolo Mangart tramite la via Drill, consolidando così le prime tappe di questa epica traversata.
Le Iconiche Pareti delle Dolomiti: Tra Cime Leggendarie
Nelle Dolomiti, la spedizione ha toccato alcune delle pareti più celebri e storiche. Sulla Cima Grande di Lavaredo, hanno scalato la via ISO 2000, con l'uscita sulla Comici, accompagnati dalla guida alpina Daniele Geremia. Hanno proseguito con la via Messner sulla Seconda Torre del Sella, Tempi Moderni sulla Marmolada e Chimera Verticale sulla Punta Civetta. Il percorso è poi continuato verso le Dolomiti di Brenta, dove hanno concatenato la via Super Maria sulla parete Est del Crozzon di Brenta, culminando con la traversata fino alla Cima Tosa.
Il Cuore delle Alpi: Badile, Eiger e l'Imponente Monte Bianco
La parte centrale della traversata ha visto i due alpinisti affrontare sfide monumentali nelle Alpi Centrali. In tre giorni consecutivi hanno conquistato il Pizzo Badile (via Cassin sulla parete Nord-Est), il Pizzo Cengalo (Spigolo Vinci) e il Monte Qualido (via Artemisia sulla parete Est). Hanno poi sfruttato una breve finestra di bel tempo per spostarsi nell'Oberland Bernese e nel Vallese, dove hanno lasciato il segno sulla parete Nord dell'Eiger con la via Le Chant du Cygne. Il viaggio è proseguito verso ovest, con l'ascensione della via Gervasutti sulla parete Est delle Grandes Jorasses, la cresta Est della Punta Innominata con i bivacchi Eccles e l'imponente Pilastro Rosso del Brouillard sul Monte Bianco, seguendo la storica via Bonatti fino alla vetta, accompagnati dalla guida Alessandro Baù. Infine, hanno salito il Cervino lungo la Cresta del Leone, con la variante Arête du Coq.
L'Autunno e la Corsa Finale Verso il Mare
L'arrivo dell'autunno ha portato neve fresca oltre i 3.000 metri, costringendo i protagonisti a riorganizzare i piani e attendere condizioni migliori. La traversata è ripresa puntando a sud, con l'ascensione della parete Sud della Tête d'Aval (via Ranxerox) e la Meije negli Écrins, scalata con Ines Leynaud lungo la via Nous Partirons dans L'ivresse e proseguita fino in cima per l'Arête du Promontoire. Le ultime tappe verticali hanno incluso la cresta Est del Monviso e una doppia ascensione al Corno Stella, nelle Alpi Marittime, tramite il Diedro Rosso sulla parete Nord e Ritorno al Futuro sulla parete Sud. L'ultima salita è stata sulla Rocca dei Campanili sul Mongioie, con le vie Ciri e Inseguendo la Balena Bianca, prima dell'ultima pedalata trionfale verso la costa ligure.
Le Riflessioni dei Protagonisti: Motivazione e Scoperta
Lorenzo D'Addario ha espresso come questa traversata abbia coronato sogni e fantasie a lungo accarezzati, evidenziando il potere della simbiosi tra pensiero e azione nel creare esperienze incredibili di bellezza e felicità, richiamando le parole di Patrick Berhault sulla forza della motivazione. Francesco Ratti ha sottolineato l'opportunità unica di riscoprire un territorio percepito come familiare ma ancora pieno di sorprese, un viaggio che ha offerto una tale varietà di paesaggi da non sfigurare rispetto a spedizioni extraeuropee.
Il Documentario: Raccontare l'Avventura e le Sue Emozioni
Le intense esperienze vissute durante questi 61 giorni verranno immortalate in una produzione cinematografica curata dal regista Alessandro Beltrame. Il documentario si propone di intrecciare il racconto ambientale con la dimensione più intima e umana dell'impresa. Gli stessi D'Addario e Ratti hanno contribuito alle riprese, catturando momenti e riflessioni "a caldo" direttamente dalle pareti o durante le soste, lasciando al regista il compito di assemblare un'opera che racconterà l'essenza di questa straordinaria traversata.
La Grande Traversata delle Alpi in Numeri: Un'Impressa Incredibile
I dati finali di questa epica impresa parlano da sé: una durata di 61 giorni, la scalata di 23 vie, 2.400 chilometri percorsi in bicicletta, 18.000 metri verticali in parete, 28.000 metri di dislivello positivo a piedi e 25.000 metri di dislivello positivo in bici. Un vero e proprio "gitano delle Alpi" che ha lasciato un segno indelebile.
Le 23 Vie Conquistate: Un Elenco di Sfide Verticali
La lista delle 23 vie scalate è un testamento all'abilità e alla determinazione dei due alpinisti, includendo alcune delle ascese più celebri e impegnative delle Alpi, dalla parete Nord del Triglav al Pilastro Rosso del Brouillard sul Monte Bianco, fino alle vie finali sul Corno Stella e la Rocca dei Campanili. Ogni via rappresenta un capitolo di questa straordinaria storia di coraggio e resilienza.
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